domenica 15 febbraio 2009

IOSONOIO: a short tale

Sono le 7 di mattina e, come ogni giorno, la sveglia che finge di dormire sopra il comodino suona. Sono le 7 di mattina e, come ogni giorno, apro gli occhi arrossati, gonfi e stanchi. Il suono della sveglia mi collega a quel mondo che tutti chiamano reale.
Ma il trillare della sveglia non è musica per me. E’ il ringhio infernale di cerbero, il ringhio che ti indica con feroce piacere che sei finalmente arrivato nell’ade.
In questo mondo che tutti chiamano reale, sono un impiegato da quattro soldi, sconosciuto e inadeguato, che ama passare inosservato. Che nessuno avrebbe il piacere di osservare, in effetti.
Non sono particolarmente brutto, o particolarmente impacciato, non sono particolarmente niente. Sono semplicemente annoiato. Sono un signor nessuno annoiato.
Passo le mia giornate a desiderare di essere da un’altra parte, a desiderare che succeda qualcosa, una cosa qualunque.
Lavoro, converso, mangio, bevo, fumo, affronto i problemi quotidiani, osservando tutto con sguardo apatico, dando frequenti occhiate al mio orologio da polso. Magari se mi concentrassi intensamente potrei riuscire a far passare più velocemente il tempo.

Sono le 6 di sera, è finito il mio turno e posso andare a casa. Mentre timbro quello stupido cartellino un sorriso inizia a delinearsi sul mio volto troppo magro e non molto colorito, un sorriso che aumenta lievemente ad ogni passo che mi avvicina a casa e mi allontana dal resto del mondo.
Apro la porta del mio monolocale, entro e mi dirigo verso la stanza. I movimenti sono rapidi, quasi frementi, ma controllati.
Appoggio la borsa ai piedi del letto, tolgo le scarpe e mi dirigo in cucina. Mentre scaldo un piatto di pasta precotto mi avvio verso il computer e, distrattamente, sfioro il tasto di accensione. Un brivido di eccitazione mi attraversa dalla punta delle dita delle mani fino ai piedi.
Il lieve ronzio delle ventole che girano a velocità sostenuta è come un piacevole sottofondo musicale, preludio di qualcosa di eccezionale. Ram, disco fisso, scheda grafica si scambiano milioni informazioni a velocità infinita, collaborano senza dare nell’occhio per creare qualcosa di incredibile. Non so esattamente come funzioni il miracolo, ma funziona, e non mi sto ad interrogare più di tanto.

Sono le 18.35, ed è ora che inizia la mia giornata. E’ ora che la vita diventa bella.
Le mie dita scorrono sulla tastiera per digitare, come un piccolo rituale, la combinazione di tasti ben impressa nella mia memoria.
Digita la Password.
Invio.
Scegli il Server. Il tuo mondo.
Invio.
Scegli il Personaggio. Sii te stesso.
Invio.
Loading. Fremi.

Sono le 18.36, ed è ora che la sveglia suona per me.
In questo mondo, che io chiamo reale, solo il comandate di un'orda di 150 coraggiosi combattenti, sono il più forte guerriero che sia mai sceso in una arena, sono quello che tutti invidiamo, amano, temono o odiano.
Sono quello che ha affrontato missioni inimmaginabili, sono quello che ha sconfitto mostri e nemici conquistando fama e gloria.
Sono qualcuno, e l tempo, in questo mondo, vola.
L’azione continua, l’annientamento di sfide sempre nuove, l’immortalità, il fatto di poter dimostrare di non essere insignificante, senza nessuno che ti ostacoli. Sono cose che voi, cari miei, vi sognate. Io le vivo ogni giorno. Io le vivo e sono felice.
Non mi importa che non capiate, non mi interessa. Io continuerò ogni mattina a connettermi a quello stupido gioco che voi chiamate realtà, al quale giocherò in silenzio senza lamentarmi. Non pretendo di capirvi, non pretendo che mi capiate. Lasciatemi solo essere felice e forte, famoso e invidiato dalle sei di sera alle quattro di notte, lasciatemi vivere felice. Nella mia realtà.

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